Ricostruzione Legamento Crociato Anteriore    


Una nuova tecnica chirurgica rimette in sesto l'articolazione in pochi giorni.

Ricostruzioni del legamento crociato in tempi sempre più brevi.

Il recupero postoperatorio non si misura più in mesi, o settimane, ma si contano i giorni. Il ritorno alle comuni attività quotidiane e allo sport in tempi così ristretti è reso possibile da una techica innovativa.
Il crociato anteriore è un robusto legamento teso nel ginocchio, collega la tibia al femore e funziona come un freno: evita l'eccessivo slittamento in avanti ed indietro tra le due ossa ad ogni passo, nella corsa e, a maggior ragione, durante attività sportive come il calcio e la pallavolo che sollecitano l'articolazione anche con forze torsionali.
In mancanza di questo freno la cartilagine soffre: si tratta di un rivestimento interno dell'articolazione molto resistente alle forze che si sviluppano in compressione, come avviene normalmente a causa del peso corporeo che grava sulle ginocchia, ma si rompe con facilità se riceve forze tangenti alla sua superficie, come avviene in caso di slittamenti anomali dell'articolazione. Di qui il dolore e l'artrosi.

La rottura della cartilagine articolare è un danno permanente che non si ripara spontaneamente. Anzi, se ignorato, con il tempo si aggrava e spiana la strada alla degenerazione articolare. Questi i motivi che hanno spinto gli specialisti a trovare soluzioni sempre migliori alla riparazione del ligamento crociato rotto: incisioni sempre più ridotte, interventi praticati per via mininvasiva in artroscopia e innesti di tendini prelevati dallo stesso ginocchio del paziente per salvare il ginocchio dall'artrosi, accelerare i tempi di recupero e ridurre al minimo i rischi di fallimento chirurgico.
Si opera dentro l'articolazione attraverso tre fori cutanei, senza aprire l'articolazione con il bisturi. Il nuovo ligamento viene ottenuto prelevando dallo stesso ginocchio del paziente un tendine. Questa la prima novità sostanziale. Invece di utilizzare, come di norma, i due tendini, semitendinoso e gracile, che si trovano internamente alla coscia e che si inseriscono sull'osso della tibia appena sotto il ginocchio, se ne utilizza uno solo, di preferenza il gracile.

Studi di biomeccanica hanno dimostrato, al contrario di quanto ritenuto in passato, che i due tendini forniscono un contributo attivo alla stabilità del ginocchio.In mancanza di questi freni il legamento trapiantato sopporta per intero le sollecitazioni e rischia di allentarsi. Secondo la nuova tecnica un solo tendine viene prelevato e, opportunamente preparato,sostituisce il legamento crociato rotto. L'altro resta al suo posto e continua a svolgere la sua importante funzione di assistente alla stabilità articolare. Nel ginocchio vengono quindi preparati i due alloggiamenti per il nuovo crociato: due fori circolari nell'osso del femore e della tibia a fondo cieco. La fresatura viene praticata a mano, invece che con il trapano. Un dettaglio importante: l'alta velocità e la forza del trapano scaldano l'osso che la punta incontra, bruciando le cellule e i vasi sanguigni prossimi al tunnel. Di qui il ritardo della integrazione tra osso e nuovo legamento trapiantato. Praticando i tunnel con una fresa manuale l'osso, invece, non viene danneggiato dalle alte temperature. Il neo crociato viene infine trascinato in articolazione, alloggiato nei due mezzi tunnel e fissato con viti riassorbibili.
Venti giorni bastano per tornare a lavorare e guidare la macchina; novanta giorni sono necessari per fare nuovamente sport.

 

Ricambio bionico
Un legamento artificiale per il ginocchio. La grande scommessa è far rigenerare il pezzo all'organismo.
Per il pieno ritorno all'attività sportiva si sta studiando un tessuto che viene colonizzato e poi sostituito da cellule umane.
Anche gli ultracinquantenni hanno diritto ad un crociato nuovo e al pieno ritorno all'attività sportiva. Una opportunità resa possibile dal recente sviluppo di un legamento crociato anteriore realizzato in tessuto artificiale. Per via artroscopica il legamento bionico viene introdotto nell'articolazione sofferente a rimpiazzare il legamento rotto. L'articolazione riacquista in questo modo stabilità senza il sacrificio di un tendine, altrimenti necessario per la ricostruzione. Di qui i tempi di recupero post-operatori straordinariamente brevi: sette giorni per tornare a guidare la macchina e venticinque, trenta giorni per ritornare a praticare sport. Dodici gli anni di garanzia del legamento artificiale, poi deve essere sostituito. Una possibilità chirurgica da cui, purtroppo, sono escluse quelle ginocchia che hanno sviluppato una artrosi avanzata.

Ma c'è di più: si sta studiando il legamento bio-attivo, cellule staminali ottenute dallo stesso paziente, allevate e selezionate in laboratorio e da aggiungere al legamento artificiale. In questo caso il legamento artificiale funziona sia come stabilizzatore che come supporto alla crescita di cellule e fibre. In breve tempo si dovrebbe ottenere tessuto identico a quello del vecchio crociato rotto e con simili caratteristiche biomeccaniche di resistenza.
Sarebbe il primo passo verso il crociato interamente bioattivo: cellule totipotenti in grado di formare tessuto fibroso su un supporto riassorbibile. Il crociato artificiale in questo caso sarebbe realizzato in materiale che, dopo alcuni mesi, esaurita la sua funzione di supporto e stabilizzatore articolare, lascia il posto al legamento vero.


 
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