Sutura Meniscale (tecnica out-in)
Fattori favorenti la guarigione. La cruentazione delle superfici di rottura del menisco con shaver motorizzato o con piccole raspe è indicata nelle lesioni non recenti per stimolare la rivascolarizzazione locale. Sono state anche descritte tecniche di microperforazioni e l’applicazione di fibrina per la sua azione chiemiotattica e mitogenica e quindi favorente i processi di cicatrizzazione e guarigione. E’ stata inoltre riportata una percentuale di successo più elevata delle suture meniscali quando vengono effettuate in associazione ad una plastica ricostruttiva del legamento crociato anteriore, per l’azione dell’emartro post chirurgico favorente la cicatrizzazione. E’ tuttavia più probabile che la guarigione avvenga perché favorita dalla stabilità articolare che è stata restituita all’articolazione con la plastica ligamentosa e dal fatto che comunemente la rottura del menisco è recente e traumatica.
La tecnica. Esistono strumentari dedicati alla sutura meniscale out-in, ma in realtà non mostrano alcun vantaggio pratico rispetto a quanto è facilmente reperibile in qualunque sala operatoria . Sono sufficienti due aghi cannula da 16 G (ma può bastarne anche uno solo) un filo di sutura riassorbibile in PDS 2 e una ansa metallica per il trascinamento di calibro compatibile al libero scorrimento nel lume dell’ago. Molto pratico è il filo di trascinamento utilizzato nella tecnica Transfix per la plastica dell’L.C.A. , ma può andare bene anche un mono filamento in nylon di diametro compatibile e utilizzato raddoppiato in modo da far passare l’ansa all’interno del lume dell’ago. Non serve altro.
Individuata la lesione che abbia caratteristiche compatibili con una buona probabilità di cicatrizzazione e che sia aggredibile con questo tipo di tecnica si introduce per via per cutanea l’ago attraverso la lesione, avendo cura di transfiggere la capsula e il paramenisco orizzontalmente alla stessa altezza della lesione. Sono da evitare tranfissioni oblique che al momento di annodare possono impennare o recurvare il bordo meniscale in modo non anatomico verso il basso o verso l’alto. Sono anche da evitare introduzioni dell’ago troppo tangenti al menisco che non garantiscono una sutura stabile. Tuttavia la introduzione dell’ago con una certa angolazione tangenziale al menisco è spesso necessaria per riparazioni molto posteriori ed è dettata dalla prudenza per evitare lesioni neurovascolari. La esperienza porta comunque a trovare il giusto compromesso in caso di lesioni posteriori tra stabilità della lesione e rischio neurovascolare.
Immagine 1: Un nodo a scivolamento viene finalmente fatto scorrere fino ad arrestarsi contro la capsula articolare. Nodi semplici di sicurezza completano la sutura.
immagine 2: Con il palpatore uno dei due capi viene passato per via percutanea nell'altro foro disponibile. Si osservano, inoltre, i capi tenidinei del neo ligamento che fuoriescono in basso e a sinistra nell'immagine dal tunnel osseo tibiale.
Immagine 3: la sutura in eccesso viene tagliata a filo di pelle.