Quando il ginocchio si gonfia
Come interpretare quell'allarme che lancia il corpo

Il ginocchio gonfio non è un vero problema, anzi se il disturbo viene letto in senso finalistico è un bene: è un accumulo di liquido che serve a nutrire le cartilagini articolari e a ridurre gli attriti tra le superfici di scorrimento. Non deve essere aspirato e non deve causare eccessiva preoccupazione. E' tuttavia la spia sicura, che qualche cosa dal punto di vista meccanico nel ginocchio, non funziona a dovere. Di norma nel ginocchio un po di liquido c'è sempre: viene continuamente prodotto e riassorbito dall'articolazione in modo che la sua quantità sia costante, appena sufficiente a bagnare le superfici rivestite di cartilagine. Pochi cc di liquido viscoso e filante ricco di sostanze che nutrono la cartilagine e capace di ridurre gli attriti tra tibia, femore e rotula ad un quinto di quelli che si generano facendo scorrere tra loro due cubetti di ghiaccio.

Si accumula in modo eccessivo solo quando uno stimolo irritativo o una infiammazione ne accellerano la produzione. Può trattarsi di un menisco danneggiato da un trauma, di un difetto di scorrimento della rotula, di artrosi, di un danno ai ligamenti che crea instabilità o di una malattia infiammatoria come l'artrite, non fa differenza, il ginocchio reagisce sempre nello stesso identico modo: producendo più liquido. Un tentativo di limitare i danni fornendo all'articolazione più nutrimento e più lubrificante. Un effetto secondario quindi ad un problema che si nasconde e che deve essere accertato e risolto. Di quì l'inutilità dell'artrocentesi, l'aspirazione del liquido in eccesso con ago e siringa: in poco tempo l'articolazione provvede e ripristinare il precedente livello di lubrificante e il ginocchio si gonfia nuovamente. Si deve invece accertare la vera natura del problema articolare e se possibile eliminarlo. Solo così il ginocchio normalizza la produzione di liquido e non si gonfia più.

Cortisone
Le infiltrazioni di cortisone possono risultare utili per aiutare il ginocchio a sgonfiarsi: l'articolazione viene punta con un ago, il liquido in eccesso aspirato e attraverso lo stesso ago del cortisone viene iniettato al suo interno. Hanno tuttavia molti limiti e controindicazioni. Se il gonfiore è espressione di uno stimolo irritativo come un menisco danneggiato o un' artrosi il cortisone può spengere l'infiammazione e limitare la produzione in eccesso di liquido solo per un periodo limitato. Esaurita la sua azione farmacologica il ginocchio diventa nuovamente gonfio e dolente. In questi casi insistere con le infiltrazioni non solo è inutile, ma risulta anche dannoso: rovina le superfici rivestite da cartilagine ancora sana, indebolisce i tessuti e predispone ad infezioni locali.

Non solo se le dosi di cortisone sono eccessive o troppo ravvicinate l'osso del ginocchio può andare in necrosi: una zona di osso muore come fosse stato colpito da un infarto e si deforma con conseguenze molto gravi sull'articolazione. Anche la pressione arteriosa e la glicemia possono risentire dell'uso di cortisone e alzarsi pericolosamente verso valori eccessivi, specie in persone predisposte o già in terapia per diabete o ipertensione. In alternativa al cortisone si può tentare con infiltrazioni locali a base di acido ialuronico. Si tratta di una molecola presente normalmente nella cartilagine sana e nel liquido sinoviale del ginocchio, ma diventa carente quando l'articolazione è colpita da problemi di invecchiamento, degenerazione e artrosi.

Fornirla ad intervelli regolari localmente per mezzo di infiltrazioni ha un effetto meccanico immediato: forma un film oleoso sulle superfici che protegge e riduce l'attrito tra le parti in movimento. E un effeto farmacologico: nutre la cartilagine malata. I risultati sono incostanti: dipende dalla causa che ha generato dolore e gonfiore e quindi le indicazioni all'uso di questa sostanza devono essere scelte dallo specialista con attenzione. Ha tuttavia un pregio che il cortisone non ha: non ha effetti collaterali.

Il tipo di liquido e il suo significato
Aspirare il liquido dal ginocchio ha almeno due vantaggi: da un sollievo immediato e può aiutare a formulare una diagnosi corretta. Il liquido che si raccoglie dentro il ginocchio può infatti avere aspetti differenti a seconda delle cause che lo hanno generato. Se limpido, citrino e filante si tratta di liquido sinoviale. E il liquido normalmente presente nel ginocchi, ma in quantità molto limitate. Un eccesso di questo liquido tale da gonfiare il ginocchio si forma perchè la meccanica del ginocchio non è perfetta. Se accade dopo un trauma e il gonfiore non è immediato, ma si sviluppa lentamente nel giro di un giorno o due la diagnosi più probabile è un danno ai menischi. Un accumulo di questo tipo di liquido, in assenza di trauma, in persone non più giovani e con rumori di scroscio articolare devono invece far pensare all'artosi. Se il ginocchio oltre ad effere gonfio e dolente è anche caldo una malattia infiammatoria come l'artrite diventa invece la diagnosi più probabile.

Puo succedere invece che dopo un trauma il ginocchio si gonfia in modo repentino nel giro di minuti o di poche ore raggiungendo volumi tali da far diventare il ginocchio simile ad un melone maturo. L'artrocentesi diventa allora necessaria per ridurre la tensione dei tessuti e ridurre il dolore articolare. In questi casi il liquido che si è raccolto nel ginocchio è di tuttaltra natura: sangue di un rosso brillante che si è versato da un ligamento rotto, più di frequente il crociato anteriore. Dopo un intervento chirurgico sul ginocchio o anche una banale infiltrazione di cortisone, può capitare, per fortuna molto di rado che il ginocchio diventa molto gonfio, caldo e dolente. L'aspirazione del liquido che distende l'articolazione può riservare una spiacevole sorpresa: aspetto torbido, grigiastro, corpuscolato e non filante, a volte anche maleodorante. Si tratta quasi sicuramente di una infezione articolare che necessita di una tempestiva e prolungata terapia antibiotica e di un lavaggio articolare eseguito per via artroscopica.