Strappi muscolari
Più dei danni al menisco, più delle rotture dei legamenti, più delle tendiniti a fermare lo sportivo è piu spesso una lesione muscolare. A seconda di quale statistica si consulti, i muscoli, sono responsabili della sospensione dell'attività fisica in percentuali che vanno dal 10 al 30% di tutti gli infortuni sportivi.

Come dire che una volta su quattro lo sportivo resta in panchina perché un muscolo risulta stirato, contratto o peggio ancora, stappato. Di qui lo sviluppo di line guida per la prevenzione di questi infortuni stilate da ortopedici e medici dello sport. Riscaldamento, stretching e graduale preparazione fisica la ricetta raccomandata dagli specialisti, per mantenere i muscoli in salute ed efficienza, ma troppo spesso disattesa. Specie tra gli sportivi amatoriali, che magari la domenica si confrontano in una spietata partita a calcetto con gli amici o disputano una partita a tennis con l'accanimento di una coppa Devis, ma con i muscoli freddi e rigidi. è bene spiegare: i muscoli sono come un motore di automobile, lo sanno tutti, funziona al meglio quando olio e metallo raggiungono la temperatura ottimale. Stessa cosa per la fibra muscolare. Se fredda, risulta poco elastica e non è capace di raggiungere i picchi di potenza teorica massima. Non solo: le fibre muscolari se non sono ben calde non vengono reclutate in maniera sincrona tutte insieme. Qualcuna resta indietro e viene allungata dal resto del muscolo quando ancora si sta contraendo. Tanto basta perché venga stirata o addirittura rotta. Ma secondo gli specialisti del settore l'infortunio è in agguato anche in condizioni fisiche opposte: superallenamento e affaticamento. Accade al termine di un allenamento o di una partita particolarmente impegnativa: il muscolo non risponde più bene ai comandi perché in carenza di glicogeno e altre molecole energetiche e anche penalizzato da un ambiente troppo acido (acido lattico). Anche in questo caso può decontrarsi in ritardo, quando gli antagonisti già esercitano la loro forza. Così viene violentemente stirato o peggio strappato a seconda della trazione cui viene sottoposto. Ma esiste anche una terza condizione di rischio per il muscolo, l'età. Più lo sportivo mette su tempie grigie, più il muscolo perde di elasticità. Questo è dovuto in buona parte alla componente passiva del muscolo, il tessuto connettivo. Si tratta di una impalcatura di sostegno del muscolo in continuità anatomica con i tendini e le fasce muscolari. Una condizione che si compensa in parte con lo stretching. Per questo motivo le attività e gli esercizi di allungamento muscolare fondamentali ad ogni età diventano ancora più necessari dopo i quaranta anni per prevenire gli infortuni muscolari.

Età a parte, nessun muscolo può veramente essere considerato immune da infortunio, ma più spesso accade ai muscoli posteriori della coscia ( muscoli ischiocrurali). Il secondo posto per frequenza spetta invece al quadricipite, mentre più rare sono le lesioni ai muscoli della schiena e degli arti superiori. L'attività più a rischio per il muscolo invece, contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è la contrazione che determina accorciamento dello stesso e avvicinamento delle estremità ( contrazione concentrica), ma quella eccentrica. La prima si esercita ad esempio salendo le scale, la seconda scendendole. Quindi quando il muscolo frena è più a rischio di rotture. Un fenomeno che si spiega con la forza esercitata sul muscolo durante questa modalità di contrazione ( ad esempio arrestandosi bruscamente in una azione di gioco sulla palla), che può essere fino a tre volte superiore rispetto alla contrazione concentrica.

Le lesioni muscolari si distinguono per qualità e quantità del danno:

  • contrattura
  • stiramento
  • strappo (di 1, 2, 3 grado)

Lo sportivo che subisce una contrattura è in grado in genere di portare a termine l'impegno fisico senza troppi fastidi. I disturbi e il dolore compaiono al termine dell'allenamento, quando il muscolo si raffredda. Non si tratta di una lesione delle fibre muscolari, ma di una alterazione del tono di tutto il muscolo o di una parte di esso.

È raccomandato il riposo e la parte va trattata con con calore, massaggi e stretching.

Lo stiramento sviluppa un dolore immediato e acuto, ma solitamente permette di portare a termine l'attività; ignorare il problema tuttavia acuisce il fenomeno. Meglio sospendere immediatamente allenamento o gara che sia per evitare lesioni più severe. Anche nello stiramento, come nella contrattura, si sviluppa un'alterazione marcata e localizzata del tono muscolare; lo sportivo all'interno del muscolo percepisce una ben definita zona dolorosa, che sa individuare abbastanza bene. Le indicazioni per la guarigione sono riposo, ghiaccio, compressione e elevazione (tradotti dall'inglese R.I.C.E). La parte deve essere messa a riposo, raffreddato, bloccata con un bendaggio e se possibile, mantenuta in alto per non farla gonfiare.

Danno ben diverso lo strappo muscolare. A seconda della severità della lesione si assiste alla progressiva rottura delle sue fibre, come accade ad una corda troppo tesa. In un primo momento si lacerano solo alcune fibre (lesione di I grado), ma se la forza di trazione aumenta lo sfilacciamento delle fibre diventa sempre più grave (lesione di II grado). Infine se la trazione aumenta ancora la corda si rompe del tutto(lesione di III grado). Lo strappo muscolare da immediato dolore nella zona lesionata, proporzionato alla quantità di muscolo lacerato. Nei casi piu severi la impotenza funzionale della parte è totale e l'arto non può essere quasi mosso Il dolore avvertito viene spesso rievocato dalla contrazione del muscolo interessato. Localmente si sviluppa in pochi minuti una tumefazione, e dopo alcune ore o giorni un ematoma, se si tratta di un muscolo superficiale

L'ecografia o una RMN chiariscono la gravità della situazione e condizionano le cure ( anche l'intervento di sutura del muscolo) e il periodo di riposo necessario alla guarigione.

Fabio Lodispoto, Roma
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Specialista in Medicina dello Sport