Sindrome compartimentale cronica dello sportivo
Un dolore  sordo, urente e crampiforme alla parte anteriore della  gamba, così forte da richiedere l'immediata sospensione dell'attività sportiva

Potrebbe essere un segno di sindrome compartimentale acuta. Se poi il dolore regredisce rapidamente in pochi minuti di riposo la diagnosi è quasi confermata. Si tratta infatti si una sindrome frequente nello sportivo, che, secondo alcune statistiche, è responsabile di un terzo di tutti i dolori anteriori di gamba di origine sconosciuta, ma che raramente viene correttamente diagnosticata. La sindrome compartimentale dello sportivo, sfugge infatti a tutti gli esami diagnostici tradizionali, compresa la R.M.N. e la T.A.C. L'unico esame in grado di diagnosticarla è la misurazione diretta della pressione intramuscolare prima, durante e dopo l'esercizio fisico. Si tratta di una sofisticata manometria che si compie sotto guida ecocolordoppler solo nei centri di medicina dello sport più all'avanguardia e attrezzati. Il doloroso disturbo è scatenato da un aumento eccessivo della pressione dei liquidi interstiziali nella loggia muscolare anteriore della gamba. Sono più esposti a sviluppare la sindrome sportivi come calciatori, giocatori di rugby, chi pratica la corsa  e la pallavolo e il basket e quanti sottopongono l'arto inferiore a sforzi intensi e ripetuti. 

Durante l'attività sportiva infatti il muscolo a causa dell'aumento di afflusso di sangue aumenta del 20-30 % il suo volume iniziale e la pressione interna subisce un brusco rialzo da 0-15 mm di mercurio a 30-40 mm di mercurio. Si tratta di un fenomeno fisiologico che si accompagna ad un progressivo adattamento della fascia muscolare: la struttura fibrosa che avvolge e contiene il muscolo. Non sempre: a volte l'aumento di volume del muscolo e della sua pressione interna non sono accompagnati da un elastico aumento di volume della fascia muscolare. Di qui la stasi capillare e linfatica che fanno impennare la pressione intramuscolare fino a picchi di 70-80 mm di mercurio. Tanto basta a bloccare la circolazione del sangue e a far accumulare acido lattico e molecole di scarto del metabolismo energetico nelle fibre muscolari. Si scatena così il dolore violento che costringe alla immediata sospensione dell'attività sportiva in corso. Tuttavia bastano tipicamente pochi minuti di riposo per far regredire completamente il dolore e dare allo sportivo l'illusione che tutto sia a posto e che sia pronto a tornare in campo. Un errore, perche i sintomi si ripresentano puntualmente ogni volta che l'esercizio raggiunge una soglia di intensità critica che scatena nuovamente l'aumento della pressione intramuscolare, la congesione vascolare e l'inevitabile dolore che costringe lo sportivo a tornare in panchina.

La sindrome compartimentale cronica dello sportivo, inizialmente si giova del riposo e delle comuni fisioterapie e  delle terapie con antinfiammatori, ma con il tempo tende a cronicizzare e viene scatenata da sforzi muscolari sempre più blandi fino a persistere anche a riposo. Un problema che colpisce prevalentemente la loggia muscolare anteriore della gamba, ma che con frequenza inferiore puo interessare anche le altre logge muscolari ( mediale, laterale e posteriore della gamba) e più raramente la coscia, l'avambraccio, il piede e la mano.
Esiste una sola terapia: la fasciotomia chirurgica. Si tratta della sola opzione di trattamento che permette una risoluzione completa dei sintomi e un ritorno dello sportivo al precedente livello di prestazione. Si può fare in anestesia periferica ( addormentando solo la gamba) e per via minimamente invasiva: attraverso quattro incisioni cutanee millimetriche, si introduce sottopelle tra la fascia muscolare e il muscolo stesso una sonda ottica e un bisturi retrogrado. Sotto il controllo ottico della telecamera la fascia muscolare viene recisa per tutta la sua lunghezza. Tanto basta a decomprimere il muscolo e a restituirgli tutto lo spazio di cui necessità quando sotto sforzo aumenterà di volume. La deambulazione è concessa gia in prima giornata post-operatoria, ed è incoraggiato un ritorno rapido  alle attività sportive.

Fratture da stress:
Un dolore anteriore di gamba che compare sotto sforzo e regredisce rapidamente con il riposo è un sintomo comune a due problemi ortopedici: la sindrome compartimentale dello sportivo e la frattura da stress.  Il dolore tuttavia è l'unico elemento in comune perchè sono tra loro  di natura completamente diversa.  La sindrome compartimentale è un problema muscolare, la frattura da stress un disturbo dell'osso della tibia. Quest'ultima è una vera e propria frattura frequente in chi pratica sport di durata come la corsa o che sottopone l'arto inferiore a continue e intense sollecitazioni come accade nei giocatori di calcio o di baskt, ma invece di prodursi in un unico e violento evento traumatico come in caso di infortunio, si sviluppa lentamente incrinando progressivamente le trabecole interne dell'osso e arrivano poi ad interessare la parte dura e resistente dell'osso corticale. Un processo lento e accompagnato inizialmente da sintomi dolorosi leggeri che passano con il riposo. Ignorare questi segnali di allarme tuttavia non fa che peggiorare le cose: i disturbi diventano severi e invalidanti tanto da costringere ad abbandonare momentaneamente lo sport. La natura di questa particolare frattura da stress chiamata anche da fatica o da durata è da ricercarsi nell'equilibrio tra osso prodotto e osso riassorbito: nell'osso lungo della gamba, nel punto di massima sollecitazione elastica, si formano sotto sforzo correnti piezoelettriche debolissime. Deboli, ma se squilibrate da troppo sport, in grado di rallentare la velocità con cui normalmente si forma nuovo osso sano. Di qui la debolezza dell'osso e l'inevitabile frattura.
Le comuni radiografie inizialmente non mostrano nessuna rima di frattura, solo dopo alcune settimane di dolore riescono ad apprezzare una piccola reazione dell'osso intorno alla frattura che si sta sviluppando. Per una diagnosi precoce meglio la risonanza magnetica: riesce a mettere in evidenza l'edema dell'osso e la linea di frattura anche se è iniziale.
Il riposo l'unica terapia risolutiva: in poche settimene l'osso si rimineralizza e si salda senza lasciare tracce del doloroso episodio.