La Mano Morta
Un 'difetto' femminile

Anche la donne " fanno la mano morta ".
Capita spesso specie di notte. Non si tratta però di approcci maldestri compiuti in autobus o in metropolitana, ma di un disturbo neurologico. I sintomi che colpiscono principalmente il sesso femminile, sono così frequenti che si sono guadagnati un posto ai vertici della classifica dei problemi neurologici più diffusi: le dita della mano perdono sensibilità, si intorpidiscono e al mattino si presentano un pò gonfie.
Nei casi più gravi la riduzione della sensibilità si estende a tutta la mano ( dando appunto la sensazione di " mano morta " cui si associano dolori persistenti che possono risalire fino alla radice dell'arto. Responsabili di questi profondi disagi al gentil sesso sono i nervi sensitivi, che partono dal collo, percorrendo tutto l'arto superiore e terminano alla punta delle dita.
Se in un punto del loro lungo percorso sono irritati da compressioni e sfregamenti anomali, si infiammano e trasmettono sensazioni distorte come formicolii, bruciori, riduzioni del tatto o peggio sensazioni dolorose. A secondo del tratto di nervo interessato i sintomi variano di sede e il disturbo neurologico prende nomi diversi.
Radicolite cervicale se ad essere sofferenti sono le radici dei nervi che prendono origine dalla colonna vertebrale del collo. Sindrome del tunnel carpale se invece è il nervo mediano ad essere compresso nel punto in cui traversa il polso per raggiungere la mano.
Esistono moltissimi altri punti disseminati lungo il percorso dei nervi ( alla spalla, al braccio, al gomito e al polso ), che possono dare luogo a questi sintomi, distinti appena tra loro da piccole sfumature.Ma sono sindromi rare e solo lo specialista può riconoscerle.

I sintomi

Fate da soli la diagnosi
La " Mano morta" della sindrome del tunnel carpale e della radicolite cervicale hanno invece sintomi ben riconoscibili tanto che una prima autodiagnosi è possibile farla anche se si è profani.

Sindrome Carpale
Colpisce tipicamente le donne in momenti particolari della loro vita ormonale ( gravidanza, allattamento,menopausa )e più raramente gli uomini che eseguono lavori pesanti.Sono le prime tre dita della mano a farne le spese: si " addormentano " e diventano dolenti, specie di notte.Con il tempo i fastidi si intensificano, si estendono anche al polso e non abbandonano la mano neanche di giorno.Chi ne soffre può riconoscersi con facilità in questi sintomi, ma due semplici auto-test tolgono ogni incertezza.

1) Segno di Tinei: picchiettare con decisione il polso con un dito o con un oggetto (ad esmpio il manico di una posata ) ben al centro della sua superficie palmare.In caso positivo una piccola sensazione di scossa elettrica parte dal punto colpito verso le dita.
2) Test di Phanel: afferrate la mano sofferente e con quella libera flettete passivamente il polso con decisine. Mantenete questa posizione per almeno trenta secondi.In caso di sindrome compaiono i tipici sintomi neurologici o se questi sono già presenti si accentuano. Sfarfallando la mano per aria si attenuano però dopo pochi secondi .

Radicolite Cervicale
I disturbi ( formicolii, perdita della sensibilità, bruciori e dolori ) sono simili a quelli della S. dal tunnel carpale. Anch,essi compaiono inizialmente di notte, ma colpiscono le dita della mano in modo variabile e senza una precisa distribuzione. Più spesso i fastidi incominciano alle punte delle dita, ma se si accentuano possono risalire l'estremità. Nei casi più gravi tutto l'arto superiore, dal collo alla mano, può diventare sofferente e in questo caso la sindrome prende il nome di cervicobrachialgia.

Le cure
Nei casi più gravi c'e il bisturi. Risvegliare la " mano morta " si può: con il bisturi e con la chiropratica.Dipende dai casi. I " fortunati " con
disturbi all'arto superiore causati da un'artrosi cervicale, risolvono nella maggioranza dei casi i loro problemi con poche sedute di chiropratica. Si tratta di delicate manipolazioni vertebrali che compie il medico, capaci di sbloccare le articolazioni" arrugginite " dall'artrosi.
Lo specialista facendo leva con le mani sul collo del paziente mette in tensione le articolazioni vertebrali fino a raggiungere la loro massima escursione. Quindi con un breve, ma deciso movimento impresso con le mani, questo limite articolare viene vinto.L' effetto sonoro che si avverte come un crac, è indice di sbloccaggio avvenuto. Talvolta può essere allarmante, ma mai doloroso ed il sollievo è immediato: la minima dislocazione ottenuta sulle vertebre è sufficiente ad eliminare le pressioni e le frizioni anormali, che irritano le radici nervose.

Queste " fortunate " circostanze sono frequenti, ma purtroppo, ci sono altre cause di " mano morta ", ben più gravi: può trattarsi di un becco osseo generato da una seria artrosi,che strangola una radice nervosa o, peggio, di un'ernia discale cervicale. In entrambi i casi è necessario l'intervento tempestivo del neurochirurgo. La moderna chirurgia miniinvasiva offre però, a quanti soffrono di questi problemi, una valida alternativa alle comuni tecniche operatorie.

Niente sangue, punti di sutura o cicatrici. Solo due minuscoli forellini, uno nel palmo della mano, l'altro al polso per far passare una telecamera miniaturizzata e un sottile uncino con l'estremità ben affilata. Controllando le manovre su un monitor il chirurgo aggancia con l'uncino i tessuti nel polso che comprimono il nervo e li recide.Questa nuova tecnica richiede non più di cinque minuti e viene praticata in anestesia locale.Dopo l'intervento la mano non richiede immobilizzazione e già dalla prima notte il sonno non viene più disturbato dai formicolii, dai bruciori e dai dolori alle dita che caratterizzano la sindrome.