Salviamo le mani delle casalinghe
Un lavoro pesante che comporta dolori, gonfiori, dita inceppate ed artrosi. Come intervenire.

La mano della casalinga: quasi una malattia professionale. Si addormenta, formicola, duole, le sue dita si inceppano, si gonfia ed è affetta da artrosi con una incidenza più elevata di altre categorie di lavoratori tradizionalmente più pesanti come meccanici, braccianti, carpentieri ed artigiani. Sintomi scatenati da patologie molto comuni come la sindrome del tunnel carpale, il dito a scatto, la rizoartrosi e la sindrome di De Quervain, ma che nella casalinga a volte si associano o compaiono in successioine. Almeno tre le spiegazioni: sollecitazioni intense e ripetitive quotidiane (la casalinga è in perenne attività, non ha un vero giorno di riposo o ferie obbligatorie). Fattori ormonali scatenanti: alcune di queste patologie compaiono in occasione di particolari situazioni ormonali della donna come la gravidanza, l'allattamento e la menopausa. Una predisposizione anatomica: il polso più esile e sottile nella donna offre meno spazio al nervo mediano ed ai tendini che vi transitano, mentre la lassità articolare più evidente nel sesso femminile forse predispone alla rizoartrosi. Risultato: quando la mano è colpita da uno o più di questi disturbi i lavori di casa diventano penosi, stirare e rifare i letti doloroso, strizzare lo straccio impossibile.

Sindrome del tunnel carpale
La mano si addormenta e formicola da prima solo di notte, ma se i sintomi vengono ignorati persistono anche di giorno e si associano i dolori urenti e crampiformi. Fino alle estreme conseguenze: insensibilità delle prime quattro dita della mano e la atrofia della muscolatura alla base del pollice con riduzione della forza di presa. Colpa del nervo mediano: schiacciato nel canale del carpo attraverso cui transita per portare la sensibilità della mano verso il braccio. Accade quando una infiammazione dei tendini, la artrosi del polso o la ritenzione di liquidi tipica di alcune condizioni ormonali della donna sottraggono spazio al nervo. Il nervo mediano da prima si irrita e scatena i primi disturbi sensitivi, ma se la compressione persiste troppo a lungo il nervo si atrofizza e la mano perde in tutto o in parte la possibilità di recuperare il tatto e la forza. La elettromiografia permette di studiare il nervo per fare la diagnosi di Sindrome del tunne carpale e di valutare il suo stato di sofferenza. Utile la fisioterapia e gli antinfiammatori nellle fasi iniziali e lievi di s. del tunnel carpale, ma quando la compressione è severa non c'è che un rimedio: il bisturi. La parte fibrosa del tunnel del carpo deve essere sezionata in modo da allargare il canale del carpo e rendere così al nervo il suo spazio e la sua corretta funzione. Almeno tre le modalità di intervento: a cielo aperto, con microincisione o per via endoscopica. Queste ultime due opportunità chirurgiche sono da preferire per il più rapido recupero post operatorio e la minore incidenza di complicazioni post-operatorie.

Sindrome di De Quervain
Il dolore colpisce il polso, in corrispondenza dei tendini (estensore breve e abduttore lungo del pollice). Talvolta è così violento da impedire i movimenti del polso e del primo dito e in particolare la funzione di presa. La visita accurata dello specialista è già sufficiente a formulare con precisione la diagnosi, ma può anche essere di aiuto anche l'esame ecografico. A scatenare i sintomi è il restringimento della guaina tendinea che si ispessisce per fenomeni infiammatori e incarcera i tendini. Le infiltrazioni locali di cortisone sono a volte indicate, ma non risolutive. La chirurgia prevede la apertura della guaina tendinea e la risoluzione definitiva dei sintomi.

La rizoartrosi
Riconoscerla è semplice: un dolore alla base del pollice esacerbato dai movimenti di presa. Nella fasi più avanzate compare anche una deformazione che accentua il profilo della mano e un crepitio articolare alla attivazione del pollice. Si tratta di una forma di artrosi che colpisce la articolazione trapezio-metacarpica: la giunzione tra primo dito e polso. Si tratta il più delle volte di una forma isolata di artrosi, mentre il resto della mano può risultare del tutto indenne. Si spiega forse con una instabilità costituzionale di questa articolazione e la conseguente usura della cartilagine, fino alla comparsa della deformità e della limitazione tipiche della artrosi. Nella fasi iniziali può giovare il riposo, la contenzione in un tutore, antinfiammatori e fisioterapia, ma spesso il dolore ribelle ad ogni terapia costringe al ricorso alla chirurgia. La protesi articolare può essere una opzione chirurgica, così come la plastica biologica (un cuscinetto di tessuto tendineo innestato nello spazio articolare sofferente), ma sono gravate da risultati a volte deludenti con persistenza del dolore, ma sopprimendo e bloccando la articolazion artrosica riduce di alcuni gradi le capacità di movimento del pollice.

Il dito a scatto
Colpisce più spesso il tendine flessore del pollice, ma anche le altre dita non sono esenti da questa dolorosa infiammazione. Il disturbo è tipico: un dolore al palmo della mano localizzato alla base del dito interessato dove può comparire un nodulo palpabile. Alla flessione ed alla estensione del dito compare l'aspetto più tipico: il dito incontra una resistenza interna dolorosa, che vince improvvisamente estendendosi con una sensazione di scatto. Si tratta di un effetto provocato dal tendine flessore e dalla sua guaina: questa si restringe impedendo al tendine il suo libero scorrimento. Nei casi più avanzati il tendine resta incarcerato e il dito non può essere più esteso. Semplice la chirurgia che può venire praticata in anestesia locale e regime ambulatoriale: la guaina viene incisa, il tendine liberato. Tanto basta ad eliminare i disturbi.