KINESPRING
Si chiama kinespring, una molla per salvare il ginocchio dalla protesi. Si tratta di un dispositivo tanto semplice, tanto geniale, che trova indicazione nel ginocchio artrosico

La molla, toglie il dolore fino all' 80% dei pazienti trattati, perché assorbe e sottrae il peso che normalmente grava sulla articolazione malata e sofferente. Il dispositivo si impianta con un semplice intervento chirurgico attraverso due piccole incisioni cutanee praticate sul lato mediale del ginocchio. Ha le dimensioni di un pacchetto di gomme da masticare e al suo interno ha una molla precaricata in grado di esercitare una spinta pari a 13kg. Alle estremità del dispositivo ci sono due placche metalliche che vengono fissate con delle viti all'osso di tibia e femore, quindi immediatamente al di sotto e al disopra della rima articolare. Una volta ancorato il sistema con le viti, la molla viene liberata, la spinta di 13kg separa la rima articolare tra tibia e femore mediamente di circa 3 millimetri. Tanto basta a togliere il dolore. Per meglio chiarire occorre sapere che il dolore nell'artrosi è causato dal contatto e l'attrito tra due superfici sofferenti e degenerate a causa della precoce perdita di cartilagine. La molla esercitando la sua spinta, separa leggermente le due superfici artrosiche annullando così la causa primaria del del dolore. Un intervento mininvasivo, ma soprattutto conservativo: nessuna parte articolare viene sottratta o alterata. Per questo motivo se a distanza di anni si dovesse ricorrere ad un intervento di impianto protesi tradizionale, il ginocchio risulta intatto e inalterato, si tratta solo di rimuovere la molle e le sue viti e procedere con il nuovo intervento, come se l'articolazione non fosse mai stata operata. Il dispositivo a molla, kinespring, richiede normalmente solo una notte di degenza dopo l'intervento e l'arto operato può immediatamente essere messo sotto carico per camminare normalmente. Nessuna ginocchiera o immobilità, o fisioterapia sono richiesti dopo l'intervento, e dopo alcune settimane é possibile il ritorno alle attività sportive. L'intervento è indicato nei pazienti di ogni età, ma soprattutto in quei pazienti, che sviluppano precocemente artrosi e dolore sulla parte mediale del ginocchio, intorno ai quaranta, cinquanta anni, e quindi troppo giovani per l'intervento tradizionale di protesizzazione. Si sono tuttavia dei limiti: le artrosi troppo gravi, che hanno deformato l'articolazione e il suo asse in varismo ( ginocchio a parentesi o da cavallerizzo) oltre gli otto gradi, o che hanno sviluppato un deficit di estensione del ginocchio, non ottengono beneficio con questo impianto e devono essere sottoposte ad impianto di protesi tradizionale. Il dispositivo nel mondo è stato impiantato soprattutto negli stati uniti d'America e in Australia dove vanta un follow up medio ( periodo di osservazione e studio dei risultati) di circa tre anni ( primo impianto eseguito nel 2008), con esiti molto incoraggianti. In Italia ha ottenuto il marchio CE solo da un anno, ma sta ottenendo ampi consensi tra gli specialisti del settore che hanno incominciato ad impiantare a loro volta il kinespring.

Il dispositivo kinespring correttamente impiantato nel ginocchio


 

Fabio Lodispoto, Roma
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Specialista in Medicina dello Sport