Ginocchio
Non-solo-menischi: nel ginocchio c'è dell'altro.

E' bene tenerlo presente quando l'articolazione duole ed è limitata nei movimenti. Può servire ad evitare un'artroscopia, l'intervento di norma impiegato per risolvere i problemi dei menischi. Infatti, nella maggior parte dei casi, le cartilagini meniscali sono sane e non hanno colpa dei dolori che vengono avvertiti. Ne sono invece responsabili altri elementi: tendini e ligamenti infiammati, capaci di simulare i disturbi generati dalle delicate cartilagini. Fa chiarezza la risonanza magnetica nucleare, l'esame radiologico più idoneo per studiare lo stato dei menischi. A volte, però, non basta. Recenti statistiche hanno evidenziato come anche questa sofisticata indagine sia gravata da un cinque, dieci percento di falsi positivi e falsi negativi. Come dire che una volta su dieci l'esame vede male. Di qui la possibilità di incorrere in grossolani errori di valutazione e ritardare le opportune terapie. Per questo gli specialisti hanno fatto, in parte, marcia indietro restituendo alla visita medica e all'ispezione manuale del ginocchio il loro valore diagnostico. Specifici test, se eseguti da mani esperte sono infatti in grado di distinguere i veri dolori meniscali da altre cause di invalidità con una precisione pari almeno a quella delle più sofisticate indagini. Non solo: il medico può ascoltare la storia clinica del paziente, gli strumenti radiologici mai. Un requisito fondamentale per una corretta diagnosi.

Così un menisco in principio giudicato rotto si dimostra infine una tendinite della zampa d'oca, una sindrome della bendelletta ileotibiale o un danno dei ligamenti collaterali. Problemi questi, che a differenza dei menischi, quasi mai finiscono in sala operatoria.

 

Ligamenti Collaterali
I ligamenti collaterali e i menischi si rompono nelle stesse circostanze: con una distorsione al ginocchio. Ben diverse invece le le cure: riposo e ginocchiera sono riservati ai primi, la chirurgia ai secondi. L'anatomia del ginocchio però non aiuta in questa scelta: i ligamenti e i menischi si incrociano sui lati del ginocchio sovrapponendosi uno all'altro.

Così che, dopo una brutta caduta dagli sci o un violento contrasto giocando a calcetto, il dolore scatenato da uno dei due elementi lesionati si può manifestare in un punto comune ad entrambi, rendendo molto difficile la diagnosi. Il dubbio può essere sciolto con maggiore facilità dopo qualche giorno, quando il dolore si è ridotto e il ginocchio può essere sottoposto a specifici test manuali.Talvolta a semplificare la diagnosi si accende una spia indicatrice nel ginocchio. Un livido scuro in corrispondenza del punto dolente tradisce la presenza del sangue che si è versato dal ligamento rotto. Una spia rivelatrice che non si accende mai se ad essersi lesionato è stato il menisco. Si può essere più sfortunati: se la distorsione è stata molto violenta, ligamenti e menisco cedono contemporaneamente. E' allora opportuno un approfondimento diagnostico con la risonanza magnetica necleare per verificare anche lo stato del ligamento crociato anteriore, di frequente coinvolto nei traumi più gravi.

Sidrome della bendeletta ileo-tibiale
Il ginocchio è come le ruote dell'automobile: se va fuori convergenza crea problemi. E' il caso del ginocchio varo, indicato anche come ginocchio a parentesi o con più delicatezza del cavallerizzo. La sua più comune conseguenza è la sindrome della bendelletta ileotibiale. Colpisce soprattutto gli sportivi: in primo luogo calciatori, ma anche marciatori, corridori, alpinisti e quanti impegnano in maniera molto intensa gli arti inferiori. Il dolore violento e bruciante, che peggiora con l'attività sportiva e costringe nei casi più gravi a zoppicare è generato da un lungo tendine che passa verticalmente sul lato esterno del ginocchio. Di norma, camminando e correndo scivola liberamente tra la pelle e l'articolazione. Entra in crisi se il ginocchio diventa varo: il tendine sfrega su femore e tibia troppo angolati tra loro fino ad infiammarsi e generare la dolorosa sindrome. La diagnosi a volte è difficile, se a dolere è proprio il tratto di tendine che nel ginocchio incrocia il menisco esterno, perchè, i sintomi, si possono confondere con quelli di quest'ultimo. La comune radiografia in questi casi non serve a fare chiarezza: mostra solo le ossa e le calcificazioni. Sfuggono completamente a questo esame i tessuti molli come tendini e muscoli. Meglio l'esame ecografico, non vede i menischi, ma le tendiniti in genere non passano inosservate. Ancora meglio può fare la risonanza magnetica nucleare, sofisticato e costoso esame capace di mostrare tutti i tessuti dell'articolazione. Anche se, questa è l'opinione che recentemente si sta diffondendo tra gli addetti ai lavori, una visita scrupolosa e l'esperienza possono fare diagnosi altrettanto buone. Semplice la terapia: appositi plantari per ripristinare la corretta "convergenza" delle ginocchia.

Zampa d'oca
Dolore sul lato interno del ginocchio, facendo pressione con le dita e camminando, ma soprattutto salendo e scendendo le scale, così forte, nei casi più gravi, che anche accavallare le gambe o appoggiare sul materasso il punto dolente diventa un tormento. La diagnosi sembra chiara: rottura del menisco interno.Non è però così scontato: può trattarsi dalla sindrome della zampa d'oca. Un nome assai bizzarro per una infiammazione davvero poco originale: una tendinite. Colpisce un gruppo di tendini e il loro cuscinetto di grasso nel punto in cui si ancorano alla tibia.

Una corretta diagnosi è fondamentale: il menisco finisce in sala operatoria, la tendinite quasi mai. Radiografie, ecografie o la più sofisticata TAC e RMN sono valide per distinguere i due problemi, ma spesso per capire se a metterci lo zampino è l'oca basta riferire con cura i sintomi allo specialista.Un inizio dei disturbi lento, ma progressivo, la mancanza di un trauma o di una distorsione recente e soprattutto l'assenza di rumori articolari fanno pensare più alla tendinite che ad una sofferenza meniscale. Ma più di tutto smaschera la tendinite l'angolazione del ginocchio: quasi sempre valgo, cioè a forma di X, perchè piegato dal peso eccessivo e dai piedi piatti. Condizione che genera sui tendini frizioni eccessive, tanto che finiscono per infiammarsi. Una buona dieta per calare di peso, un plantare per correggere l'asse del ginocchio e le cure fisioterapiche sono misure in genere sufficienti a risolvere i disturbi. Solo i casi ostinati richiedono anche le infiltrazioni locali di antinfiammatori.

...