Algodistrofia e diagnosi
Può colpire all'improvviso la mano o il piede, il sintomo dominante è il dolore, profondo, continuo e ribelle alle comuni terapie. Si tratta dell'algodistrofia o "Sindrome Dolorosa Regionale Complessa" (CRPS di tipo I), una malattia ritenuta rara, ma in verità soltanto diagnosticata raramente

Può colpire all'improvviso la mano o il piede, il sintomo dominante è il dolore, profondo, continuo e ribelle alle comuni terapie. Si tratta dell'algodistrofia o "Sindrome Dolorosa Regionale Complessa" (CRPS di tipo I), una malattia ritenuta rara, ma in verità soltanto diagnosticata raramente perché i suoi sintomi principali, dolore e gonfiore sono aspecifici e possono erroneamente essere interpretati come una infiammazione o un problema neurologico. Tanto piu che l'algodistrofia spesso compare dopo un intervento chirurgico al piede, una trattura del polso o una distorsione e quindi il problema viene spesso attribuito ad un decorso particolarmente doloroso e difficile o ad una qualche complicanza, ritardando le opportune terapie. La prima ricerca multicentrica realizzata dall' ASIS (Algodystrophic Syndrome Italian Survey), che ha acceso i riflettori su questa sfuggente patologia, è tutta italiana, è stata di recente presentata al IXX congresso nazionale di ortopedia e ha individuato finalmente una terapia efficace per l'algodistrofia nella molecola del Neridronato, capace di risolvere il dolore nell'80% dei casi trattati. Non si tratta tuttavia di un antidolorifico come sarebbe logico aspettarci, ma di un farmaco per la cura dell'osteoporosi, una molecola di bifosfonato per l'esattezza. In realtà i ricercatori sono giunti a mettere a punto questa cura seguendo una logica diversa da quella diretta alla soppressione del dolore, colpendo la malattia a monte. Per capirla occorre una spiegazione: l'algodistrofia ha una origine sconosciuta, viene scatenata da un trauma, ma il dolore che il paziente avverte è sproporzionato rispetto al danno subito, che può essere anche molto lieve. Pare che si tratti di un fenomeno mediato dal sistema nervoso autonomo, un cortocircuito innescato dal dolore che crea uno spasmo dei vasi capillari dell'osso. Di qui insufficiente apporto di ossigeno all'osso, l'alterazione delle condizioni biochimiche locali, che virano verso l'acidosi e infine l'osteoporosi. Una osteoporosi circoscritta alla zona soffrente che può essere tutta una mano o un piede o parziale e interessare solo alcune dita, caratteristicamente riconoscibile con una comune radiografia perché l'osso sembra chiazzato. Una immagine tipica che permette di fare immediata diagnosi e iniziare tempestivamente con la terapia a base di Neridronato. Gli effetti della terapia, che va somministrata per via endovenosa, sono evidenti già nelle prime settimane di trattamento e ottengono la remissione dei sintomi intorno alla quarantesima giornata di terapia. In qualche caso la radiografia può essere di difficile interpretazione e la diagnosi dubbia. Chiarisce la diagnosi la scintigrafia con bifosfonati marcati con tecnezio 99. La molecola tracciata si fissa nell'osso malato di algodistrofia, ma non in quello sano. Ritardare la diagnosi e quindi la corretta terapia con Neridronato, d'altronde ha effetti a volte irreversibili. L'algodistrofia infatti attraversa sostanzialmente tre fasi. La prima acuta che esordisce con dolore continuo e intrattabile, e ribelle a antidolorifici e cortisone, gonfiore e cambiamento del colore e dell'aspetto della cute. La pelle infatti diventa pallida o cianotica, sottile e ipersensibile. Si manifestano anche due sintomi neurologici ( che possono orientare verso una diagnosi sbagliata), la iperalgesia ( si avverte più dolore di quello che si dovrebbe avvertire) e la allodinia ( si avverte dolore per stimoli che altrimenti non comporterebbero alcun dolore, come lo sfioramento). In una seconda fase questi disturbi si stabilizzano e compare la tipica rarefazione dell'osso a chiazze, le unghie diventano fragili e cadono i peli. Infine, dopo alcuni mesi, una terza fase in cui la malattia si autolimita, il dolore si riduce molto, ma reliquiano alterazioni dei tessuti che rendono le articolazioni della estremità, dita specialmente, limitate e dolenti nei movimenti con difficoltà per la mano a manipolare gli oggetti. Questa fase è di fatto irreversibile e a nulla serve la recente terapia messa a punto con il Neridronato. Di qui lo sforzo dei nostri ricercatori dell'ASIS per fare chiarezza su questa malattia, diagnosticarla e trattaria per tempo.

Alcuni dati

  • 26 casi su 100.000
  • Colpisce quasi sempre o la mano o il piede
  • Colpisce dopo un trauma anche lieve
  • C'è sproporzione tra la gravità del dolore e reale evento traumatico
  • Sono più colpite le donne intorno ai 50 anni
  • Diagnosi clinica e di esclusione
  • Rx e scintigrafia gli accertamenti dirimenti
  • Inefficaci antidolorifiche e antinfiammatori
  • Efficace la terapia con Neridronato nell'80% dei casi in 40 giorni

Fabio Lodispoto, Roma
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Specialista in Medicina dello Sport