Conflitto femoro-acetabolare
Sembra una pubalgia, l'identikit corrisponde in tutto.

Un dolore all'inguine, ribelle alle comuni terapie, che si sviluppa in un paziente giovane e sportivo. Un dolore che peggiora con l'attività  fisica e la penalizza, tanto che, spesso, costringe chi ne soffre, a sedere in panchina e ad appendere le scarpette al chiodo  Ma pubalgia non è. Il dolore è invece di tutt'altra origine, viene scatenato da un contatto anomalo dell'articolazione dell'anca. Si tratta di una nuova patologia ortopedica: il conflitto femoro-acetabolare. Non si tratta di infiammazione dei tendini o di ernia inguinale, frequenti cause di pubalgia, il dolore del conflitto femoro-acetabolare è di tipo meccanico: il collo del femore urta contro la parte superiore del ciglio dell'acetabolo( parte del bacino che accoglie e si articola con la testa del femore). Un disturbo grave e invalidante che se non viene diagnosticato per tempo porta a degenerazione dell'articolazione fino alle estreme conseguenze: l'artrosi.

Ma il conflitto femoro-acetabolare viene solo di rado diagnosticato. In media passano 5 anni e il paziente consulta 4-5 ortopedici, prima che il conflitto venga correttamente diagnosticato. A far sospettare un conflitto è la storia di una pubalgia refrattaria ad ogni sforzo terapeutico e la negatività di tutte le indagini e le visite specialistiche eseguite ( anche chirurgica e urologica), il dolore che si acuisce con l'attività sportiva e che migliora con il riposo  e riferito da chi ne soffre come un anello che circonda l'inguine e la radice della coscia.

Non solo: anche il fatto di praticare o di avere praticato certi sport possono far sospettare il conflitto perchè più a rischio, come la danza, le arti marziali, il calcio , il rugby e gli sport di contatto in genere o quelli dove è richiesta all'articolazione dell'anca un arco di movimento estremo. C'è una spiegazione: in posizione di massima apertura laterale o anteriore, come nell'atto di compiere una spaccata (nella danza) o di sferrare un calcio come accade nel gesto sportivo di certe arti marziali il collo del femore puo urtare contro il ciglio dell'acetabolo. L'urto si verifica quando, per cause anatomiche congenite o aquisite, tra femore e bacino non c'è un perfetto accoppiamento meccanico.

Gli specialisti hanno individuato due lievi anomalie anatomiche che sviluppano il conflitto: una del collo del femore datta "CAM" e l'altra del bacino chiamata "PINCER". Nella forma CAM il collo del femore presenta un anomalo gibbo, mentre in quella PINCER il ciglio superiore dell'acetabolo risulta troppo pronunciato. Lievi anomalie che possono essere apprezzate da un occhio esperto ed attento anche con una semplice radiografia del bacino, ma per una valutazione più accurata degli eventuali danni già presenti a carico del labbro acetabolare (una sorta di menisco che circonda la cavità che accoglie il femore) e della cartilagine articolare, è necessaria una artro-R.M.N. Una volta accertata la causa del dolore inguinale e chiarito il tipo di conflitto si puo procedere alla sua correzione chirurgica.

E' necessario intervenire per via mininvasiva. Serve l'artroscopio e un apposito strumentario per raggiungere l'articolazione che è molto profonda e serrata. In caso di conflitto di tipo CAM con una fresa che taglia e aspira si asporta il gibbo e si rimodella il collo del femore, mentre, se si tratta della forma PINCER si deve fresare e ridurre la eccessiva copertura superiore dell'acetabolo. In caso di danno e distacco del labbro acetabolare, questo può essere riparato e reinserito in sede anatomica con l'uso di microancorette che vengono assicurate nell'osso del bacino. L'intervento richiede circa due ore e può essere compiuto sia in anestesia generale che periferica ( blocco del plesso lombare). 

Non sono necessari i punti di sutura, sulla pelle solo due o tre cerotti restano a testimoniare l'avvenuto intervento chirurgico. Tre settimane di cautela e deambulazione con stampelle sono tuttavia necessarie prima di concedere il pieno carico all'arto operato. Un intervento da non rimandare: si calcola che un terzo di tutte artrosi precoci dell'anca che richiedono una sostituzione protesica sono il risultato di un conflitto femoro-acetabolare che non è stato riconosciuto e trattato per tempo.

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