Cervicali
Il dolore alle cervicali: ne soffre un italiano su otto.

Un disturbo doloroso e frequente e nella maggioranza dei casi cronico. Destinato a non guarire mai. Una affermazione difficile da accettare ma spesso corretta. Un brevetto tutto  italiano pare invece smentire questa condanna alla sofferenza senza farmaci e senza fisioterapie. A vederlo sembra un semplice cappello da baseball ma nasconde una intuizione tanto semplice quanto geniale. Un piccolo peso che sposta il baricentro del cranio posteriormente annullando di fatto il lavoro che i muscoli del collo devono necessariamente compiere per mantenere la testa eretta.

E' bene chiarire. La cervicalgia,  ovvero il dolore che interessa il collo e la base del cranio è scatenato dai muscoli che circondano le vertebre e sostengono collo e testa. Muscoli dolenti perchè troppo tesi. Una sindrome muscolo-tensiva che tuttavia ha origini lontane: tensione psichica. In altre parole una tensione psichica che si traduce in una tensione muscolare, una somatizzazione d'ansia. In definitiva una questione di carattere che colpisce chi è molto apprensivo o molto responsabilizzato. Tratti della personalità che non cambiano facilmente. Di quì la cervicalgia che accompagna chi ne soffre tra acutizzazioni e remissioni per tutta la vita o quasi.

La diagnosi è clinica: dolore alla palpazione e alla digitopressione sui muscoli del collo che si irradiano alle spalle e una progressiva limitazione  e dolenzia ai movimenti della testa. La cervicalgia muscolo-tensiva è anche una diagnosi di esclusione: risonanza magnetica, TAC, ecografia e visite specialistiche non mostrano nulla di significativo che possa spiegare i disturbi dolorosi. La comune radiografia invece mostra un segno che non lascia dubbi: la riduzione della fisiologica lordosi cervicale. Una curva della colonna che in caso di sindrome muscolo tensiva si appiattisce progressivamente, fino a scomparire rendendo il collo rigido e teso. Nei casi più severi la curva addirittura si inverte e prende il nome di collo paradosso. Una alterazione della postura ben evidente sulle radiografie sufficiente a emettere con ragionevole certezza la diagnosi.

Sono i muscoli troppo tesi infatti ha modificare la curvatura della colonna cervicale. Una tensione che con il tempo genera anche l'artrosi. A questo punto è d'obbligo una riflessione: non è l'artrosi come comunemete si ritiene a generare i dolori. L'artrosi è la conseguenza di una sindrome muscolo-tensiva che ha applicato le sue eccessive tensioni per anni o decenni sulle vertebre sulle quali prendono ancoraggio. Una trazione che finisce per schiacciare i dischi intervetebrali e deformare i corpi vertebrali generando i temibili becchi dell'atrosi. Si deve intervenire per tempo sui muscoli e riequilibrare la postura. Non è semplice: si tratta di una circuito del dolore che si autosostiene.

La tensione muscolare rende la parte dolente e il dolore aumenta la involontaria contrazione muscolare e così di seguito. Non solo: quando si è sviluppata la degenerazione artrosica è essa stessa causa di dolore che quindi aggrava la patologica tensione dei muscoli cervicali. Di qui lo sforzo delle cure: sono tutte indirizzate a spezzare il circuito dolore-tensione-dolore. Possono dare sollievo massaggi e ginnastiche posturali o lo stretching. Tecniche di rilassamento muscolare come lo yoga e bio feed-back. Beneficio anche dalle fisioterapie come laser, tecar, correnti antalgiche. In caso di situazione critica allentano il dolore i farmaci antidolorifici e miorilassanti per via sistemica o localmente somministrati con la mesoterapia. Si fa persino uso recentemente di infiltrazioni locali di tossina botulinica per ridurre la forza dei muscoli cervicali o di farmaci antidepressivi per ridurre la componente affettiva del dolore. Tutto serve e aiuta ma nulla pare assicurare un risultato permanente.

A questo punto si comprende bene che, il "cappello", il dispositivo brevettato in italia, se è capace di annullare lo sforzo dei muscoli del collo, deve necessariamente risultare efficace anche nella pratica clinica per combattere la cervicalgia di origine muscolo-tensiva.

Parola del professor Antonio dal Monte, ex direttore dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del C.O.N.I. che ha al suo attivo decine di brevetti nel campo della bio meccanica e tra l'altro ideatore delle famose ruote lenticolari che regalarono l'oro all'Italia nel ciclismo alle olimpiadi dell'84'. Il cappello validato scientificamente anche dall'Istituto Politecnico di Milano e dall'Università di Udine contiene una piccola massa al suo interno che va dai 300 ai 500 grammi che sposta il baricentro della testa posteriormente. Normalmente infatti il cranio ha un baricentro avanzato rispetto al punto di appoggio sulle cervicali.

Il baricentro avanzato comporta quindi l'entrata in funzione di muscoli ( circa venti ) per controbilanciare ed evitare la caduta in avanti del capo. Ma, a causa del braccio di leva molto ridotto e quindi sfavorevole, questi muscoli  devono compiere un grande e costante sforzo. L'applicazione della massa posteriormente nel cappello di Dal Monte permette di arretrare il baricentro del cranio ed allungare il braccio di leva dei muscoli fino ad annullare interamente lo sforzo che questi dovrebbero altrimenti compiere.

Non solo: paradossalmente con l'aggiunta di questo peso la pressione che grava sui dischi intervetebrali anzichè aumentare diminuisce per effetto della inibizione della contrazione muscolare.

Tanto basta a combattere i dolori e prevenire la degenerazione di dischi e vertebre cervicali.

Il dispositivo è denominato NBS DM2( Neck Balance System Decontrattore Muscolare "Dal Monte". E' un dispositivo medico CE in vendita solo tramite internet e in alcune farmacie.